Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.


- Charles Baudelaire -



martedì 28 agosto 2012

Rovinj

Mettendo da parte la mia avversione per l'arroganza croata (che in questa città mi ha rovinato più di un bel momento) vi lascio qualche scatto dall'Istria,che resta comunque una terra meravigliosa.

mercoledì 1 agosto 2012

Lisbona: Cosa Vedere - Quinta Parte: Lisbona Est

Il motivo principale per venire in questa zona della città è la possibilità di ammirare la zona dell'Expo, uno spazio vivibile, futuristico ma allo stesso tempo a misura d'uomo. Il luogo perfetto in cui trascorrere un sabato pomeriggio all'insegna del relax. La metro che serve questa parte della città (metro oriente) è pulita, puntuale, efficiente. In aggiunta, la fermata della zona dell'Expo è veramente meravigliosa, decorata com'è di tanti, meravigliosi azulejos.



Parque das Nacoes





Non ci crederete ma fino al 1990 Cabo Ruivo era un'area desolata occupata solo da squallidi magazzini e puzzolenti serbatoi di petrolio ma recentemente il recupero delle aree industriali sembra essere la moda più in voga tra le capitali europee e a metà degli anni '90 anche quest'area fu recuperata in vista dell'Expo del '98. La Fiera Mondiale durò 4 mesi alla fine dei quali l'area divenne un terreno fertile per lo sviluppo intensivo di hotel, uffici, nuove zone commerciali (come ad esempio lo splendido centro commerciale Vasco de Gama). Il cuore del quartiere è il meraviglioso Oceanario, ma forse l'eredità più importante lasciata dall'Expo ai lisboneti è lo spazio aperto lungo il Tago. Qui il fiume si ingrossa notevolmente e gli abitanti della città amano distendersi sull'erba che lo costeggia prendendo il sole: questa è infatti l'unica zona della città in cui il fiume scorre lontano dal traffico. Anche la vita notturna ha iniziato a spostarsi qui. Qui vicino c'è anche il ponte Vasco de Gama, che è stato a lungo il ponte più lungo d'Europa e la cui costruzione è stata al centro di uno dei più accesi dibattiti politici degli ultimi anni.
Voto: 8.




Oceanario (aperto: 10-20 in estate; 10-19 in inverno; ingresso intero: 10,50; ridotti: 5,25-9,50; libero sotto i 4 anni)



Non siamo entusiasti fruitori di questo tipo di attrattive, eppure, l'Oceanario di Lisbona ci ha davvero appassionati. Perfetto soprattutto per bambini e famiglie, è in grado di sorprendere chiunque con le dimensioni giunoniche dei suoi squali, la gran quantità di pesci tropicali e la simpatica allegria dei suoi pinguini.
Voto: 7+.

Lisbona: Cosa Vedere - Quarta Parte: Lungofiume Occidentale

Belém



Belém è il fiore all'occhiello della Lisbona turistica più sfacciata: le sue vie e i suoi monumenti sono immortalati nelle cartoline, i turisti la prendono d'assalto quotidianamente, l'architettura che propone è la più eclettica e originale della città. Belem è un museo a cielo aperto e le sue due opere di punta sono la Torre de Belém e il Mosteiro dos Jeronimos. Inoltre, in zona, troverete la pasticceria più famosa e più buona della città, l'affollatissima Antiga Confeitara de Belém che serve pastéis de Belém dal 1837.

Torre de Belém (aperta: 10-17 mar-dom da ottobre ad aprile; 10-18.30 mar-dom da maggio a settembre; ingresso: 3 euro (intero); 1,50 euro (ridotto); gratis per chi non ha ancora compiuto 15 anni)

Questa piccola e originale fortezza del XVI secolo non vi può non strappare un sorriso. Facilmente accessibile grazie a una passerella di legno che inizia nel parco adiacente, la torre è uno dei simboli di Lisbona (se non IL simbolo per antonomasia) che in foto - vi avvertiamo - sembrerà meno bello di quanto non risulti dal vivo. I motivi di pietra che ne ricoprono la superficie richiamano le scoperte marittime degli esploratori portoghesi, condite con cime intrecciate e crocifissi sparsi per riempire i buchi. Insomma: un tripudio di simboli a profusione. Vi sconsigliamo l'ingresso (noioso, affollato, insignificante). Limitatevi a rimirarne la straordinaria superficie, splendente nella luce aranciata dei tramonti lisboneti.
Nei pressi della torre c'è un singolare monumento a V che onora i caduti portoghesi nelle guerre coloniali iniziate negli anni '60 e terminate con la rivoluzione del 1974.
Voto: 8.

Mosteiro dos Jeronimos (aperto: 10-17 mar-dom da ottobre ad aprile; 10-18 mar-dom da maggio a settembre; ingresso: 4,50 (intero); 2,25 (ridotto); libero sotto i 15 anni. Libero per tutti la domenica se si entra entro le 14)



Questo monastero del XVI secolo è spettacolare, in ottime condizioni e davvero sorprendente. Contiene la tomba di Vasco de Gama e la sua chiesa (pervasa costantemente da una luce sognante creata dalle splendide vetrate istoriate) è spesso usata per i matrimoni dei notabili della città. E' il capolavoro assoluto dello stile manuelino (variante portoghese del tardo gotico) che qui trova la sua più compiuta e suggestiva resa. La sua costruzione fu voluta da Dom Manuel I per ringraziare Dio dei buoni esiti delle esplorazioni per mare. Nel meraviglioso chiostro si tengono concerti ed altri eventi (anche pseudo-mondani). Nel parco antistante il monastero, la domenica, si tiene un piccolo mercatino dell'usato, in ci potrete trovare soprattutto vecchi vinili e libri antichi, oltre a qualche cartolina della vecchia Lisbona in bianco e nero.
Voto: 9+.


Lisbona: Cosa Vedere - Terza Parte: A Ovest della Baixa

Chiado

Se avete un cuore non potrete non innamorarvi del Chiado. E' un quartiere piccolo e non c'è molto da vedere, ma l'atmosfera che si respira, le piccole vie acciottolate, le piazzette ombrose, gli scorci inaspettati vi rimarranno impressi per sempre. Inoltre il Chiado è la sede di quella che è per noi la più bella chiesa del mondo: il Convento do Carmo.

Convento do Carmo/Museo Arqueologico (aperto: 10-17 lun-sab; ingresso: 2,50; ridotto: 1,50: sotto i 14 anni: gratis)



Questa magnifica chiesa gotica fu voluta fortemente da Nun' Alvares Pereira nel XIV secolo. Pereira costruì la chiesa per mantenere fede a un voto fatto prima di una battaglia importante e dunque i lavori procedettero speditamente, nonostante il il progetto fosse stato contestato a causa dell'ubicazione prevista per la chiesa (nei pressi di un precipizio, come avrete modo di vedere), che comportò anche diverse false partenze a causa dei ripetuti crolli delle fondamenta dell'edificio. Durante il terremoto del 1755 il soffitto crollò sui fedeli ammassati nella navata per i riti di Ognissanti. I lavori di restauro per riparare il soffitto furono sempre rimandati a causa dell'elevato costo che avrebbero comportato e ancor oggi la chiesa si presenta perciò completamente priva di tetto. Grazie a questo il suo pavimento è costantemente ricoperto di un insolito tappeto erboso. In estate, all'interno della chiesa, vengono allestiti spettacoli e concerti a cielo aperto ai quali vi consigliamo vivamente di partecipare. Nel retro è possibile visitare anche il museo archeologico che, francamente, non è un granché, ma a cui potrete dare un'occhiata veloce, visto che è compreso nel biglietto d'ingresso alla chiesa (2,50 euro nel 2009).
Voto: 10.



Nota: a noi a capitato anche di assistere a una serata di tango amatoriale organizzata dall'Associazione Tango na Rua proprio sul sagrato della chiesa. Francamente è stata una delle serate più suggestive, romantiche e indimenticabili della nostra vita. Assolutamente indimenticabile!

Bairro Alto





Inutile girarci intorno: il principale motivo per salire al Bairro Alto è la movida notturna. D'estate, ogni sera, dopo cena, concedetevi un giro in Rua do Dario de Noticias o all'incrocio tra Rua de Atalaia e Travessa de Queimad; d'inverno, invece, limitatevi a venire in questa zona solo durante il fine settimana. E' impossibile non divertirsi in questo quartiere: potrete mangiare (cosa preferite: sushi o tapas?), assistere a un concerto di fado (qui si registra il più alto numero di locali di fado di tutta la città) e soprattutto far tardi facendo chiasso in compagnia di gente da tutto il mondo. I localini minuscoli che servono bicchieroni giganti di caipirina si sprecano, la gente è allegra, il personale gentile, i prezzi onesti. I locali della zona chiuderebbero intorno alle 2 di notte ma a noi è capitato di veder spuntare l'alba tra i tetti di Rua de Atalaia sorseggiando una birra in compagnia di un gruppo di inglesi che festeggiavano un addio al celibato. Insomma: le regole sono piuttosto "elastiche".
Voto: 8 e 1/2 se vi piace far tardi (di giorno invece è un quartiere piuttosto noioso).

Principe Real



E' la continuazione del Bairro Alto e in particolare la sua continuazione gay: qui si concentrano tutti i locali destinati alla clientela omosessuale della città. Anche se siete eterosessuali comunque, vi consigliamo di passare, soprattutto per ammirare il magnifico e romanticissimo giardino di Praca do Principe Real. Passeggiare qui, nei pomeriggi di sole, vi riporterà indietro di cinquant'anni, quando i ritmi erano più lenti e le persone più gentili: non perdetevi questo salto nel passato.
Voto: 7 e 1/2.

domenica 24 giugno 2012

Lusco Fusco: Che Cos'è?


Rileggendo i post precedenti mi sono resa conto di aver dato per scontato che chiunque sappia che cos'è  il Lusco Fusco che, dopo il fado, è forse il più grande orgoglio cittadino. Probabilmente occorre invece dedicargli un approfondimento, ed è questo lo scopo che mi ha mosso ha redarre le righe che seguono.
In portoghese, con "lusco fusco", si intende quel particolare gioco di luci che interessa Lisbona poco prima dell'ora del tramonto: il fiume assume un colore grigio intenso, i contorni degli oggetti si sfumano e l'intonaco delle case si colora di rosa. C'è chi dice duri appena qualche secondo, chi gli concede qualche minuto. Fatto sta che tutti, a Lisbona, verso sera, sembrano aspettare questo momento col fiato sospeso: i turisti pronti a scattare una perfetta foto ricordo, gli innamorati impazienti di scambiarsi un bacio, i pensionati che sorseggiano un caffè nei tavolini all'aperto di un minuscolo bar. Poi succede e, credetemi, ne vale la pena. I lisboneti assicurano che il lusco fusco è un fenomeno unico, a monopolio esclusivo della capitale portoghese ma, per renderne l'idea, a me personalmente ha ricordato i colori che assumono le case e i visi delle persone all'ora del tramonto ad Oia, Santorini.


Se anche voi volete prendere parte a questa quotidiana celebrazione cittadina vi consiglio di guadagnarvi un posto in prima fila in uno dei miradouros sparsi per la città, ai quali ho già accennato nei post precedenti. Eccone un elenco (spero) completo:
  • Miradouro de Graça: per il tramonto più famoso della città (e una cerveja sorprendentemente a buon mercato)
  • Miradouro de Nossa Senhora do Monte: per un tramonto "ad alta quota"
  • Miradouro de Cais de Cacilhas: per abbracciare tutta la città con lo sguardo
  • Miradouro da Costa do Castelo: per un tramonto in solitudine (non ci viene quasi mai nessuno)
  • Miradouro de Santa Caterina: per un tramonto da frikkettoni
  • Miradouro de Santa Luzia: per un tramonto bucolico in compagnia della vostra dolce metà
  • Miradouro das Portas do Sol: per un tramonto (e una foto ricordo) da cartolina

Questi, in breve, sono i numerosi punti panoramici che offre la città, ai quali però io ne voglio aggiungere uno inconsueto, dettato semplicemente dalla voglia di rendervi partecipi di un magico ricordo: per me il più bel tramonto di Lisbona si gode a piccoli morsi, di scorcio, tra le guglie della Igreja do Carmo, nel passaggio che la collega all'Elevador de Santa Justa. Provare per credere.

venerdì 22 giugno 2012

Lisbona: Cosa Vedere - Seconda Parte: a est della Baixa

A EST DELLA BAIXA




Sé CatedralÈ il simbolo della riconquista cristiana del territorio portoghese, essendo stata costruita nel XII secolo sul luogo della principale moschea della città. All'interno è piuttosto cupa e architettonicamente poco coerente (è stata soggetta a successivi rimaneggiamenti nel corso dei secoli, in parte dovuti ai disastri naturali che hanno interessato la città) e "il tesoro" esposto non è particolarmente impressionante, ma a noi sono parsi piuttosto interessanti (anche se non tenuti molto bene) gli scavi nei chiostri, dove sono visibili parti della vecchia moschea, oltre a sezioni di una strada romana e a resti dell'occupazione visigota.
Voto: 6 +.

Castelo

Qui ebbe origine il primo nucleo abitativo (Età del Ferro) che si sarebbe poi trasformato in Lisbona ed è qui che si svilupparono le prime fortificazioni della città, successivamente ampliate ed abbellite da Romani, Visigoti, Mori. Il motivo principale per venire in questo quartiere è l'attrazione che gli dà il nome, ovvero il Castelo. Indubbiamente la fortezza che occupa la sommità di questo colle merita una visita, ma essa non è l'unico motivo per avventurarsi tra le viuzze di ciottoli e le case dalle facciate ricoperte di azulejos della zona. Qui troverete ancora un bagno pubblico completo ancora in funzione (Rua de Santa Cruz do Castelo 29), vecchine che fanno la maglia sedute in mezzo alla strada e una vista mozzafiato sulla città sottostante. 


Purtroppo, la bellezza delle facciate e la tranquillità della zona, ha reso le abitazioni di Castelo alquanto ambite, e questo ha ridotto notevolmente il numero di vecchi inquilini che occupano ancora la loro casupola ad affitto calmierato, mentre sempre più spesso arrivano nuovi residenti che pagano cifre esorbitanti per gli appartamenti ristrutturati a regola d'arte.

Castelo de Sao Jorge - APERTURA: Marzo-Ottobre 9-21 tutti i giorni; Novembre-Febbraio 9-18 tutti i giorni (INGRESSO: 5 euro (interi); 2,50 euro (ridotti); gratuito (per gli under 10 e gli over 64 anni).


Per accedere al castello dovrete superare l'arco de Sao Jorge, alla sinistra del quale una nicchia racchiude l'immagine del patrono della fortezza, famoso per l'uccisione del drago (San Giorgio, per l'appunto). Attraversato l'arco vi ritroverete in un'ampia piazza costellata di cannoni che ricordano l'antica funzione dell'edificio e dalla quale si gode di una magnifica visuale sulla città. Al centro di questo slargo ombroso si erge la statua di Alfonso Henriques (meglio conosciuto come Alfonso I di Portogallo), il re che, nel 1147 assediò la fortezza (all'epoca occupata dai Mori) e riportò la cristianità in città.
Nel corso dei secoli e per l'influsso delle diverse popolazioni che hanno occupato la città, il Castelo ha subito numerose trasformazioni; negli anni '30 un grande restauro ha eliminato diversi uffici governativi e una caserma dei pompieri che erano stati edificati in questa zona, portando allo scoperto le vecchie mura, sulla sommità delle quali furono aggiunti dei bastioni dall'aria autentica. Questi bastioni hanno dieci torri, sulle quali si può liberamente salire a mo' di sentinelle e rimirare la precisa struttura della fortezza, sviluppata intorno a una serie di piccoli cortili interni occupati da un pozzo e da diversi ulivi e alberi di limoni. In una torre interna c'è anche una Camara Oscura dalla quale si possono scrutare le strade sottostanti.
Sono previste riduzioni per gli studenti della comunità europea, ma dovrete richiederle espressamente in biglietteria (ed è meglio che abbiate un documento che lo attesta).
Voto: 8+.

Alfama

Dimenticate la vocazione da turisti: ad Alfama non si viene per l'architettura classica né per visitare un particolare museo, qui si viene per respirare l'essenza genuina della Lisbona popolare. Certo, il barrio vanta anche un paio di chiese di tutto rispetto, ma non sono certo esse a costituire l'attrattiva principale della zona. Il bello di Alfama sono i suoi vicoli cechi, le vie anguste che profumano di bucato per i panni stesi ad asciugare tra una casa e l'altra, i bambini che giocano liberamente a palla in strada, il cinguettio dei canarini che, un po' ovunque, si contendono la scena con il ronzio delle tv. Qui potrete ancora trovare minuscoli caffè di quartiere in cui tutti si conoscono (nonostante sia il barrio più popoloso di Lisbona è anche quello con il più forte spirito comunitario) e angusti empori che sembrerebbe più probabile trovare in un paesino rurale del Sud America che nel cuore di una capitale europea. Alfama è così, bloccata nel suo passato popolano e (fortunatamente) ben lontana dallo staccarsene. 


Anche qui vige una politica di affitto calmierato, volta a limitare il ricambio sociale dei residenti, ma il quartiere, pur attirando diversi artisti e borghesi abbienti, riesce a mantenere la sua integrità originaria più per il divieto di circolazione dei vicoli a motore che vi vige notte e giorno, che per la politica immobiliare tutelata dalla municipalità. In linea con questo carattere del quartiere è anche il mercato del pesce, che vi si svolge in tutti i giorni feriali, facendo echeggiare i viottoli e gli stretti passaggi del barrio delle urla squillanti delle pescivendole sovraccariche di viscidi calamari.
L'Alfama è il quartiere più vecchio di Lisbona: alcuni edifici poggiano addirittura su fondamenta Visigote, mentre lo schema viario è chiaramente moresco. E moresco pare essere anche il nome di questo barrio, che deriva forse dall'arabo al-hama (=fonti o fontane) e sarebbe legato al fatto che il quartiere è sempre stato ben rifornito d'acqua, proprio grazie alle numerose fontane che un tempo ne tappezzavano il perimetro. Una di queste, la Chafariz d'el Rei in Rua Cais de Santarém è stata in funzione per più di sette secoli e, tra il XVII e il XVIII secolo i suoi rubinetti furono divisi: uno per i bianchi e uno per i neri.
Per quanto riguarda le chiese, che spesso sono il motivo che attira i turisti all'Alfama, premetto che - come già accennato in passato - non sono la mia passione e raramente mi conquistano, soprattutto se sono monumentali e sfarzose. Nel caso di quelle della zona, mi limito a sconsigliarvi la mediocre Igreja de Santa Luzia, che è il quartier generale dell'Ordine di Malta in Portogallo) caratterizzata da due pannelli piastrellati sulle mura esterne. Nei pressi della chiesa c'è però il Miradouro de Santa Luzia (uno dei tanti punti in cui i locali e i turisti amano goderne della magia del lusco fusco) caratterizzato da un roseto, una piscina per bambini e alcuni vigneti. Ritornando agli edifici sacri del barrio, più meritevoli sono invece, sulla base del mio parzialissimo e ignorantissimo giudizio estetico, l'Igreja de Sao Vicente e il Panteao Nacional de Santa Engracia, che sono tanto candide da essere quasi accecanti quando vengono illuminate dal sole estivo.
Un altro dei motivi per cui l'Alfama continua ad attirare anche il "turista medio", nonostante l'oggettiva scarsità di attrattive convenzionali è la straordinaria concentrazione di locali di fado nel quartiere, che alla sera fanno risuonare i suoi vicoli di quella strana, malinconica musica così affine al carattere portoghese da sembrarne la più fedele espressione.
Voto: 8.

Sao Vicente e Graça

Se, come me, amate i mercatini delle pulci e gli oggetti retrò, Lisbona è la città che fa per voi, ed è consigliabile che visitiate Sao Vicente il martedì o il sabato mattina, quando in questo quartiere ha luogo la Feira de Ladra (=mercato dei ladri), un mercatino che propone principalmente cianfrusaglie ma nel quale (specie la mattina presto) potrete trovare anche vere rarità e concludere ottimi affari.
Paragonato ad Alfama questo barrio è molto più arioso e ordinato, costellato com'è di tante, piccole e coloratissime vilas operaios, costruite dai più illuminati industriali del XIX secolo per alloggiare gli operai in condizioni accettabili.
Gli altri motivi per visitare il quartiere sono i luoghi di culto che vi si trovano: il già citato Panteao Nacional de Santa Engracia si trova qui, così come l'Igrja de Graça (francamente saltabile), l'Igreja de Sao Vicente de Fora e la Cappella di Nossa Senhora do Monte. Il miradouro della cappella è il preferito degli innamorati lisboneti, che amano baciarsi qui alla luce del lusco fusco.

Panteao Nacional de Santa Engracia (APERTO: 10-17 dal martedì alla domenica) - Ingresso: 2 euro (intero); 1 euro (ridotto); gratis (per gli under 14). Ingresso libero per tutti la domenica fino alle 14 e nei giorni festivi.

Questa chiesa a cupola è probabilmente l'edificio sacro tutt'ora in uso più emblematico di Lisbona. È un Panteao Nacional, il che significa che in essa si onorano gli eroi nazionali, tra cui la mitica cantante di fado Amalia, le cui spoglie sono state traslate qui nel 2001, a due anni dalla sua scomparsa. Riconoscerete facilmente la sua tomba: è sempre ricoperta di fiori.
Una particolarità: la cupola che potete ammirare oggi è stata completata nel 1966, ben 285 anni dopo l'inizio dei lavori. Di qui il detto lisboneta "un lavoro come Santa Engracia", per significare qualcosa che dura tantissimo.
Voto: 7.

Lisbona: cosa vedere - prima parte: Lisbona Centro



Di seguito riporto tutte le cose che, a mio avviso e con il dovuto tempo a disposizione, consiglio di vedere, visitare, assaporare a Lisbona. Specifico però che io mi sono fermata in città 10 giorni, e mi rendo conto che la maggior parte della gente che la visita dispone di meno tempo. Per cui in un post successivo indicherò quelle che sono le attrazioni proprio imperdibili della città, che possono essere viste anche in due-tre giorni al massimo.

LISBONA CENTRO

La Baixa

Questo è il vero è proprio centro storico della città, caratterizzato da viali ordinati e ripidissimi, negozietti polverosi dell'antiquariato, empori e droghieri che sembrano usciti da una cartolina del secolo scorso (e che sopravvivono in centro grazie a un'apprezzabilissima politica di controllo degli affitti). Qui troverete alcuni dei punti di interesse più importanti della città, oltre che il suo spirito più suggestivo.

Praca do Comércio - Si tratta della grande piazza che sorge lungo la riva del Tago, al centro della quale campeggia imponente (e francamente bruttina) la statua equestre di Dom José I (alta 14 metri). Non particolarmente bella, si affolla particolarmente negli orari di punta, anche perché è percorribbile anche in auto. Su un lato della piazza sorge il café Martinho de Arcada aperto nel 1782 e frequentato (tra gli anni Venti e gli anni Trenta) anche da Fernando Pessoa.
Voto: 6 - -.

Elevador de Santa Justa (orario: 7-21 tutti i giorni) - Ascensore alto 45 metri, chiamato anche Elevador do Carmo, costruito nel XIX secolo da un discepolo di Eiffel e che permette di salire al Chiado senza alcuna fatica. L'ascensore merita un viaggio anche solo per la sua fine fattezza, ma è anche un mezzo di trasporto davvero utile per evitare la ripida salita che conduce al Chiado. All'uscita superiore vi ritroverete all'ingresso del Carmo: a mio avviso la più suggestiva chiesa del mondo. L'ascensore fa parte del sistema del trasporto pubblico, per cui si può accedere ad esso anche con l'abbonamento valido per tram e metro (l'ingresso costa quanto un biglietto del bus).
Voto: 8 1/2.



Rossio

Questo è il vero e proprio centro della vita lisboneta, ed è impossibile pernottare in città senza passare di qui. La domenica questo quartiere si affolla di extracomunitari che si sparpagliano soprattutto nella grande, meravigliosa piazza principale. Di questi, la maggior parte è africana e si trova sulla scale del Teatro Nacional Dona Maria II perché esso è situato a pochi passi dalla Igreja de Sao Domingos, che tradizionalmente aveva un prete di colore. La sera, d'estate, non è raro imbattersi in gruppi di skaters giovanissimi che si sfidano in acrobazie utilizzando ogni pedana o scalino a disposizione nella zona.

Praca Dom Pedro IV - Questo nome si legge solo sulle cartine: gli abitanti la chiamano, semplicemente, Rossio, perché è questo il cuore del quartiere. Al centro della piazza spicca un'alta colonna (23 metri) in cima alla quale campeggia il Dom Pedro che da il nome alla piazza (anche se si pensa che quello raffigurato sia in realtà Massimiliano del Messico). Sempre sulla piazza fa bella mostra di sé anche una fontana abbastanza grande da fornire refrigerio d'estate e a contribuire, coi suoi giochi di luci serali, a regalare alla zona un'aura assolutamente romantica. A pochi passi potete assaporare la ginjinha, il drink meno diffuso al mondo (è venduto solo ed esclusivamente in alcuni bar del quartiere), un brandy fatto di ciliegie che si può gustare solo qui (e che, tornati a casa, ricorderete con nostalgia).
Voto: 7.